di Giovanni Mariotti — letto a Maggio 2026
Nello zinzino di Zen si rincorrono irrilevanze personali e problemi storici di infinita eco. Si parte con la canzone dello spazzacamino, si arriva alla crociata dei bambini che non arriveranno mai a Gerusalemme. Attraversiamo cinema con dive in bianco e nero, dove il film si accorda alle volute di fumo di sigaretta e arriviamo in Albania, dove troviamo la città natale di Omero: nuova Ilio, più reale della originale, che replicava, specchiava le antiche imprese per nutrire la fervida immaginazione del ragazzo.
Giovanni Mariotti non lo conoscevo. È stata una gradita scoperta. Un po' di luce a rischiare l'abisso della mia ignoranza.
Grazie ancora a Franco Maria Ricci e alle strade dei suoi labirinti.
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